Winesi March

Winesi March

La strada per Kalima è accidentata e piena di buche e sassi. Abbiamo guidato per 40 minuti lungo queste strade, poi abbiamo parcheggiato e proseguito a piedi per circa un chilometro attraverso le campagne. Quando abbiamo sentito l’acqua scorrere, ci siamo diretti verso il fiume.

“Il Signor Winesi vive laggiù”. Ci indicano la cima di una grande collina dove intravediamo il profilo di un uomo che si muove con esitazione intorno ad una casa. È l’uomo che siamo venuti ad incontrare. Ci togliamo le scarpe, ci tiriamo su i pantaloni e attraversiamo il fiume.

Winesi March è felice di parlare con noi e mentre chiaccheriamo alcuni membri della sua famiglia si radunano intorno a noi, anche sua moglie Namaleta. Ha 69 anni, o forse 70, non ne è completamente sicuro. Winesi è conosciuto e rispettato da tutti qui al villaggio. Ha una risata contagiosa, e ci sentiamo subito a nostro agio con lui. Ma è evidente che gli ultimi anni sono stati molto duri per lui e la sua famiglia.

La sua vista è andata peggiorando negli ultimi dieci anni. Tre anni fa era ancora in grado di uscire e lavorava nei campi, seminando e zappando. Due anni fa però la vista è peggiorata ulteriormente, fino a diventare completamente cieco.

Mr Winesi who has bilateral cateracts, sits at home in the shade where he spends most of his day. He has been identified as needing a cateract operation by Madalitso Nyangulu, Ophthalmic Clinical Officer at Mwanza Hospital. His operation is scheduled for 8 October 2014. Mwanza District. He has been identified as needing a cateract operation by Madalitso A Million Miracles, Sightsavers, Malawi Mr Winesi who has bilateral cateracts, sits outside his house in Mwanza District. He has been identified as needing a cateract operation by Madalitso Nyangulu, Ophthalmic Clinical Officer at Mwanza Hospital. His operation is scheduled for 8 October 2014.

Non è più in grado di lavorare, ogni tanto ci prova ma finisce che si fa male. Il giorno in cui l’abbiamo incontrato, si era ferito un dito inciampando nel tronco di un albero, e ha anche un taglio profondo nella gamba perchè si è tagliato accidentalmente con l’ascia. “Nel mio tempo libero mi piaceva realizzare tappeti e vassoi tradizionali,” ci racconta. “Facevo anche i manici per le asce, che mi servivano per coltivare. Facevo tutte queste cose da solo, ma adesso non ci vedo più, non riesco più a fare nessuno di questi oggetti.”

Il suo giorno tipico era pieno di attività; ora quando si sveglia aspetta che qualcuno della sua famiglia lo aiuti, e poi si siede sul tappeto. Alcune volte cambia posto, ma ha bisogno di aiuto per spostare il il tappeto. Se deve andare al bagno, o vuole preparare da mangiare, ha bisogno che qualcuno lo guidi.

Gli manca molto occuparsi delle attività quotidiane: “Sono sempre qui, e a volte sento le persone che ridono dall’altra parte del fiume e penso “Adesso vado a vedere cosa fanno e mi unisco a loro”, ma poi non posso a causa della mia condizione.”

Ci sono volte in cui tutti sono fuori e Winesi non ha pace. Perdere la vista ha minato la fiducia in se stesso ed è proccupato che qualcuno possa aggredirlo. “Ho paura di essere aggredito e che non c’è nessuno a proteggermi. Mi sento di non essere al sicuro.”

Questa non è la sua unica paura. È preoccupato perchè non c’è nessuno che supporti la sua famiglia, e sente che dovrebbe essere lui a prendersi cura di loro. Gli manca essere quello che mantiene la sua famiglia. Namaleta e i suoi figli fanno quello che possono, ma è una lotta continua, e quando il cibo che hanno raccolto nei campi sarà finito, non sa come faranno a cavarsela.

Namaleta ha una grande pressione addosso, perchè è lei che ha sulle spalle la responsabilità del lavoro e si occupa della casa e della famiglia. “Facevo affidamento su di lui per mantenere la famiglia, ma oggi non è più in grado di fare niente. Devo fare tutto io, trovare il cibo, assicurarmi che i bambini vadano a scuola. È faticoso occuparmi di tutto. Sarei davvero felice e sollevata di tornare alla vita normale.”

“QUEL GIORNO BALLERO’ DALLA GIOIA”

Quello che manca a Winesi è poter vedere la sua famiglia. Crede che siano circa 12 anni che non vede bene il viso di sua moglie. “Immagino come possa essere ma non lo ricordo molto bene.” E non ha mai visto il volto del suo nipotino Luka che ha solo 18 mesi.

Quando gli chiediamo come si sentirebbe se potesse tornare a vedere, ride e ci dice che prenderebbe la zappa e si metterebbe a saltare su e giù: “Sono capace di ballare e quel giorno ballerò. Ballerò molto. Farò di tutto per trovare dei soldi e comprare un vestito a mia moglie. Ne sceglierei uno bianco, perchè significa che il mio cuore è bianco e sono felice.”

Winesi sta aspettando da un pò di fare l’operazione di cataratta. Madalitso, l’infermiere oftalmico che lo ha incontrato durante una visita al villaggio, gli ha consigliato di andare all’ospedale qualche mese fa, ma Winesi non ha potuto perchè sua moglie Namaleta era ammalata e non poteva accompagnarlo, e lui non poteva spostarsi senza un aiuto. Non è nervoso per l’operazione, non vede l’ora di tornare al lavoro ed è emozionato al pensiero di poter vedere di nuovo la sua famiglia.

La famiglia di Winesi e tutto il nostro staff sono entusiasti. È incredibile che dopo tutte le difficoltà di questi ultimi anni, l’operazione che si terrà l’8 ottobre in soli 10 minuti cambierà per sempre le loro vite.

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